Amore, mi piace una sacco quando ti comporti da puttana.
Lo so Amore, lo faccio perché ti amo.
E quando ti vesti da zoccolona, con quella minigonna e gli stivali in pelle.
Per il mio amore questo ed altro.
Poi fingiamo che tu stia andando a battere: io passo dai viali abbassando il finestrino, ti chiedo quando prendi e ti mollo uno sculaccione.
Lo faccio perché sei il mio amore.
E poi ripasso in macchina per insultarti e non ti trovo più.
Mi piace farti divertire amore caro.
E la mattina dopo prima dell'alba ti vengo a riprendere all'autogrill poco oltre il casello dove stai facendo colazione con l'ultimo camionista che ti ha tirato su nella notte, con le calze tutte lacerate e il trucco sfatto.
E' sempre così bello rivederti: ti amo tanto.
Tesoro?
Si Amore?
Potresti amarmi giusto un po' di meno.
lunedì 15 febbraio 2010
San Valentino
venerdì 5 febbraio 2010
Fastweb
Ci siamo fatti arrivare internet a casa e mi sono occupato di fare arrivare il modem fino all'ingresso con tanto di doppino telefonico e corrente.
Ho fatto buchi, steso prolunghe, inchiodato passafili al muro, montato spine, montato prese e in un'ora tutto era fatto.
I coinquilini non la finivamo più di lodarmi per le mie poliedriche capacità. Ciccio è scoppiato in un applauso leggermente commosso per come il lavoro fosse stato eseguito alla perfezione: "Si vede la mano invisibile di un Dio" ha detto asciugandosi gli occhi. Emily preso da un fremito di gioia si è messo a saltellare a piedi uniti e nulla è stato possibile fare per dissuaderlo dal prepararmi una torta al cioccolato, ripiena di Nutella e con scagliettine di cacao a ricoprirla. Impastando gli ingredienti lanciava gridolini e nell'altra stanza Ciccio accarezzava i cavi tirati alla perfezione: diritti e sicuri, pieni di dati.
Mentre mangiavo la torta da solo, già tagliata in fette della dimensione che preferisco (44 gradi), i coinquilini si sono timidamente seduti difronte a me in silente ammirazione. Ogni tanto parlottando tra di loro, rievocavano le mie gesta: "Hai visto la precisione del foro?", "Si certo, preciso ma elegante come un cesello fiorentino". E sospiravano.
Mi hanno fatto qualche domanda sulla realizzazione tecnica del lavoro e io ho fornito risposte ampie che sfociavano nella concezione filosofica della vita.
Ho fatto buchi, steso prolunghe, inchiodato passafili al muro, montato spine, montato prese e in un'ora tutto era fatto.
I coinquilini non la finivamo più di lodarmi per le mie poliedriche capacità. Ciccio è scoppiato in un applauso leggermente commosso per come il lavoro fosse stato eseguito alla perfezione: "Si vede la mano invisibile di un Dio" ha detto asciugandosi gli occhi. Emily preso da un fremito di gioia si è messo a saltellare a piedi uniti e nulla è stato possibile fare per dissuaderlo dal prepararmi una torta al cioccolato, ripiena di Nutella e con scagliettine di cacao a ricoprirla. Impastando gli ingredienti lanciava gridolini e nell'altra stanza Ciccio accarezzava i cavi tirati alla perfezione: diritti e sicuri, pieni di dati.
Mentre mangiavo la torta da solo, già tagliata in fette della dimensione che preferisco (44 gradi), i coinquilini si sono timidamente seduti difronte a me in silente ammirazione. Ogni tanto parlottando tra di loro, rievocavano le mie gesta: "Hai visto la precisione del foro?", "Si certo, preciso ma elegante come un cesello fiorentino". E sospiravano.
Mi hanno fatto qualche domanda sulla realizzazione tecnica del lavoro e io ho fornito risposte ampie che sfociavano nella concezione filosofica della vita.
"Paolo Franchini Box, nella tua mente era già presente l'immagine del progetto compiuto?"Si sono guardati negli occhi e si sono alzati, uscendo con un sorriso di gratitudine. Io ho finito la torta, mangiando tutte fette da 44 gradi.
"Carissimi, in verta ogni progetto è una infinita sovrapposizione di errori e successi, fino alla realizzazione finale."
"Scusa la sfrontatezza: quindi la realizzazione finale corrisponde all'idea iniziale?"
"Posso solo dirvi che il fallimento, o il successo, risiede solo nella mente del demiurgo, l'osservatore è mero spettatore della proiezione di una idea".
lunedì 25 gennaio 2010
Orfeo dicembre 2009
Dopo avere preso una lampada IKEA, sto cercando di scrivere un rebus, intanto leggete qualcosa di vecchio qui, nella rubrica "Tirare l'acqua".
martedì 12 gennaio 2010
421188
Qualche mese fa mi decido e vado in banca. Stava piovendo e arrivo di corsa alla filiale, dove c'è sempre poca gente e attendo veramente poco per l'ufficio dei conti corrente.
Mi danno questa piccola chiavetta per l'home banking. Piccola, la misuro: ha la vaga forma di una chiave ma misura 57 mm X 23 mm.
Genera i numeri richiesti dal sito internet per autorizzare le operazioni dove si movimentano soldi. Ogni 60 secondi la chiavetta genera un numero nuovo, a 6 cifre che compare sulla finestrella. Un piccolo indicatore a tacche permette di capire il tempo che rimarrà prima della generazione del nuovo numero.
L'ho osservata per 4 ore, quasi cinque e in numeri non si ripetono mai. Ovviamente essendovi 6 numeri le diverse combinazioni di numeri sono 999999, quindi per avere certezza (non la probabilità non nulla) che un numero si ripeta devono passare almeno 695 giorni, quasi due anni. I numeri credo che siano generati a seconda del tempo.
Torno in banca dopo una settimana. Vado dal direttore, una donna. "Lei ne ha visti due uguali?" - irrompo gesticolando con la chiavetta stretta tra due dita - "No", mi risponde, "ma sicuramente se ne devono ripetere due uguali, immagino dopo anni. Ma lei si sente bene?"
Un uomo sulla quarantina mentre sto per uscire mi strattona per la giacca a vento e domanda di parlarmi. Andiamo ad un caffè difronte alla banca, dove dalla vetrina si vede la porta e il bancomat. "Io non ho mai visto due numeri uguali". "Ma scusi", gli spiego con calma mescolando il te, "faccia due conti dopo quasi due anni i numeri si devono ripetere." - "Questo lo comprendo, li ho osservati da 4 anni, li ho scritti uno dopo l'altro, mia moglie mi ha lasciato per questo, ogni sessanta secondi guardavo la chiavetta e ricopiavo il numero. Dopo un anno ho usato un pc per confrontarli tutti. Non si ripetono". E corre via lasciandomi un numero di telefono scritto sul bordo di un tovagliolino. Lo chiamo subito ma trovo la linea occupata. La sera finalmente riesco a parlare con qualcuno. Una voce ferma mi da appuntamento per il giorno dopo vicino ad un chiostro del centro della città.
Un uomo con un cappotto scuro a quadri mi aspetta all'angolo e sembra riconoscermi; non si avvicina, resta immobile e lo raggiungo io; in mano mi mostra avere un mucchietto di chiavette di diverse banche legate da un nastrino porpora: "I numeri non si ripetono, non si ripetono mai in nessun caso. Questo sembra impossibile, ma lasci perdere questa storia per sempre."
Con passo risoluto si allontana e non faccio nulla per trattenerlo. Noto solo dopo un certo tempo che sotto le sue suole, prima celati, vi erano due mucchietti rossi di petali di rosa.
In un paio di mesi mi ritrovo a parlare della questione in ordine con: prete cattolico, rabbino, commessa del supermercato, veterinario, psicologo appena laureato, commessa del Self.
Mi danno questa piccola chiavetta per l'home banking. Piccola, la misuro: ha la vaga forma di una chiave ma misura 57 mm X 23 mm.
Genera i numeri richiesti dal sito internet per autorizzare le operazioni dove si movimentano soldi. Ogni 60 secondi la chiavetta genera un numero nuovo, a 6 cifre che compare sulla finestrella. Un piccolo indicatore a tacche permette di capire il tempo che rimarrà prima della generazione del nuovo numero.
L'ho osservata per 4 ore, quasi cinque e in numeri non si ripetono mai. Ovviamente essendovi 6 numeri le diverse combinazioni di numeri sono 999999, quindi per avere certezza (non la probabilità non nulla) che un numero si ripeta devono passare almeno 695 giorni, quasi due anni. I numeri credo che siano generati a seconda del tempo.
Torno in banca dopo una settimana. Vado dal direttore, una donna. "Lei ne ha visti due uguali?" - irrompo gesticolando con la chiavetta stretta tra due dita - "No", mi risponde, "ma sicuramente se ne devono ripetere due uguali, immagino dopo anni. Ma lei si sente bene?"
Un uomo sulla quarantina mentre sto per uscire mi strattona per la giacca a vento e domanda di parlarmi. Andiamo ad un caffè difronte alla banca, dove dalla vetrina si vede la porta e il bancomat. "Io non ho mai visto due numeri uguali". "Ma scusi", gli spiego con calma mescolando il te, "faccia due conti dopo quasi due anni i numeri si devono ripetere." - "Questo lo comprendo, li ho osservati da 4 anni, li ho scritti uno dopo l'altro, mia moglie mi ha lasciato per questo, ogni sessanta secondi guardavo la chiavetta e ricopiavo il numero. Dopo un anno ho usato un pc per confrontarli tutti. Non si ripetono". E corre via lasciandomi un numero di telefono scritto sul bordo di un tovagliolino. Lo chiamo subito ma trovo la linea occupata. La sera finalmente riesco a parlare con qualcuno. Una voce ferma mi da appuntamento per il giorno dopo vicino ad un chiostro del centro della città.
Un uomo con un cappotto scuro a quadri mi aspetta all'angolo e sembra riconoscermi; non si avvicina, resta immobile e lo raggiungo io; in mano mi mostra avere un mucchietto di chiavette di diverse banche legate da un nastrino porpora: "I numeri non si ripetono, non si ripetono mai in nessun caso. Questo sembra impossibile, ma lasci perdere questa storia per sempre."
Con passo risoluto si allontana e non faccio nulla per trattenerlo. Noto solo dopo un certo tempo che sotto le sue suole, prima celati, vi erano due mucchietti rossi di petali di rosa.
In un paio di mesi mi ritrovo a parlare della questione in ordine con: prete cattolico, rabbino, commessa del supermercato, veterinario, psicologo appena laureato, commessa del Self.
Io: avete dei tasselli per la tappezzeria interna delle auto, come questo?
Commessa: no, mai visti in giro. Ma te sei quello della chiavetta? dei numeri?
Io: si, ma come fai a saperlo?
Commessa: vedi, è come cercare la donna perfetta: c'è quella attuale, ma ce ne sono tante altre. Tu la cambi cercando di migliorare ma al più vari.
Io: usciamo questa sera?
Commessa: inventario, mi dispiace.
venerdì 25 dicembre 2009
Pensiero di Natale
Ieri sera in televisione, per la conclusione del TG1, mostrano questo concerto dove c'è Bocelli, Andrea Bocelli, che canta Jingle Bells assieme ai Muppets. Ci sono tutti, Kermit la Rana, quel pupazzo tanto sexy a forma di porcellina e tutti gli altri vestiti di rosso e con i cappelli di Babbo Natale. Bocelli è vestito di bianco, con una sciarpa bianca che cade diritta sulla candida giacca e canta tutto contento tastando i Muppets sulla testa, all'interno di una enorme slitta dorata, zeppa di regali con fiocchi e tanta vernice d'argento e stelle che brillano sotto i riflettori, mentre neve finta inizia a cadere sul palcoscenico.
Poi pensandoci bene alla fine una spiegazione me la riesco a dare: Bocelli mica ci vede.
(Babbo Natale non esiste, è direttamente il Papa che porta i regali dai camini)
Poi pensandoci bene alla fine una spiegazione me la riesco a dare: Bocelli mica ci vede.
(Babbo Natale non esiste, è direttamente il Papa che porta i regali dai camini)
giovedì 17 dicembre 2009
Le carte segrete del Dottor F. (Estratto II)
Dottore, voglio diventare un uomo buono.
Buono? In che senso? Buono a niente? Buono da mangiare? Buono con tutti?
Si, si queste cose qua.
Ma lei è già un sacco buono, tenga, assaggi.
Professore, non mi mastichi la prego. Intendo un uomo che piace alle persone.
E queste persone chi sarebbero? Lei le vede, ne sente le voci?
Certo, la gente che mi sta attorno, la gente che amo e voglio che mi ami.
Quindi lei ama questa "gente", queste "persone"? Lo fa per professione, sui marciapiedi?
No, non mi prostituisco, cioè sono consulente informatico, software, ha presente?
Software? Quelli dove non si vede la vagina in primo piano?
No, i programmi, quelli che stanno dentro al computer.
Capisco, quindi secondo lei dentro ai computer, al buio vi sono dei programmi, me lo appunto scusi un attimo.
L'altra sera la mia ragazza si è indispettita perché nei profilattici c'era scritto "Play".
Lei ha una ragazza vera? Anche lei vive dentro al computer e magari le vuole bene?
Si, dicevo, "Play". Voleva ci fosse scritto "Impegno" o "Duratura abnegazione alle necessità di coppia".
Non li comprerebbe nessuno.
Infatti, a dire il vero c'erano alla farmacia della parrocchia, ma avevano due dita di polvere. Vi era la foto di Padre Pio sopra.
Ho altri pazienti, con problemi più seri, la prego di andare...
Mi aiuti ad essere una persona buona la prego.
Che le devo dire? faccia del bene agli altri, sia sempre gentile e disponibile, abbia sempre una parola di conforto e una mano tesa per aiutare chi ne ha bisogno.
Ottimo, e gli altri faranno così con me quindi?
Non ne ho la certezza. Deve farlo per lei non per gli altri.
Vabbè, ma diventerò immortale allora?
No.
Si fotta dottore.
Post scriptum (il nome E**lio è stato scritto così per renderlo più chic):
E**lio: Buonuomo villico, mi sono morti i due pesci rossi.
Negozio di animali: Ha lasciato depositare l'acqua?
E**lio: Ci andava l'acqua?
Negozio: Ne vuole altri due?
E**lio: No, vorrei un gattino persiano albino che non pisciasse e né cagasse.
Negozio: Non esistono.
E**lio: Allora un bellissimo pony che non pisciasse e nemmeno cagasse.Negozio: Si, lo vado a prendere.
Negozio: Lo incarto?
E**lio: No lo porto via così.
Negozio: Non si cavalca in quel modo.
E**lio: Questione di gusti.
mercoledì 9 dicembre 2009
Franchini va al No B-Day (omaggio a P.V.)
Franchini tragicamente convinto dai colleghi dell'ufficio, decide di partecipare al No B-Day a Roma.
Il suo ultimo impegno politico risaliva ad una candidatura a capoclasse durante le primarie della terza media (4 voti scambiati con altrettanti fruttini alla pera).
Fu convinto con il mistico miraggio di improbabili adunate sessantottine di sesso libero.
La partenza del pullman era prevista alle 3 di mattina dalla piazza di Porto Fuori. Il pullman consisteva in un agghiacciante furgone Iveco color senape, con cassone ricoperto di cerata, riempito con sedie impagliate, portate dalla cucina dei manifestanti stessi.
Un'atroce nebbia ricopriva la campagna, disorientando metà della compagnia; i dispersi salirono a bordo di un autobus diretto nella profonda Siberia, dove ora lavorano tutti con ottimi risultati nelle vesti folkloristiche di badanti rumene.
Indumenti per la protesta di Franchini: pesantissimo eskimo comperato in un mercatino multiculturale a Bologna color verde marcio con marchio Nike oscenamente scucito dalla schiena, sciarpa derivata da uno scampolo di sartoria teatrale per costumi di arlecchino (4 metri), confuse spillette assortite di una vecchia bancherella di Forza Nuova tra cui spiccavano le scritte "Vota DC" e reminiscenze di slogan del ventennio.
Arrivo a Roma previsto in due ore grazie a gigantesco navigatore elettromeccanico, acquistato da un gruppo di circensi di origine russa con tecnologia della DDR. Al duecentesimo повернуть налево ("Voltare a sinistra") dopo cinque ore di imbarazzante girotondo in una rotonda appena fuori dal paese, ci si decide a consultare l'ingegner Mughetti dotato di stradario Socio ACI datato 1971.
Nella più profonda ignoranza di cori di Partito, si ripiega su un deprimente vocalizzo, in ordine di: pubblicità formaggini Tigre (anno 1987, ripetuta 120 volte), Bocca di rosa (27 penosi bis), per finire con non ben precisati cori liturgici da messa funebre in esoterico latino ai più misteriosamente conosciuto.
Dopo dieci ore di traumatica percorrenza di sterrati e tratturi destinati alla transumanza (e quindi secondo Regio Decreto vigenti di precedenza per il bestiame rispetto alle carrozze) si raggiunge la periferia di Roma parcheggiando in prossimità di scavi archeologici etruschi frequentati da tombaroli.
Arrivo al presunto punto di raccolta del corteo, dopo quattro ore di pellegrinaggio sempre seguendo uno stradario del solito Mughetti strappato da un TuttoCittà del 1966, in occasione della partecipazione ad una mostra campionaria di tavolette da wc.
Manifestazione praticamente già finita dopo penosi tafferugli tra cortei di protestanti datesi sinistramente appuntamento lo stesso giorno nello stesso luogo. In ordine di crescente ferocia: Unione Commercialisti Italiani, Casalinghe Contro Sospensioni Telenovele Periodo Estivo, Segretarie Racchie Non Molestate.
Verso le 24, una stella cadente annuncia l'arrivo del conte dottor Travaglio Calzoni Vallerani. I dipendenti più umili travestiti da immigrati si mettono in fila per consegnare doni e sacrifici umani. Franchini sotto una mistica visione dettata dalla fame, grida alla visione di Beppe Grillo con le stimmate: nessuno gli crede.
Pullman inagibile perché occupato da improvvisata comune dell'Unione Bidelli Senza Scopo Alcuno.
Ritorno in nottata tramite provvidenziale littorina con interni in legno e amianto, messa a disposizione per i manifestanti dal Genio Civile in quanto destinata a smantellamento in Jugoslavia. Dimenticati 7 impiegati addormentati, anch'essi tragicamente smantellati e rispediti alle famiglie in ordine sparso. Senza istruzioni.
Notizie del giorno dopo: 10000 manifestanti per la questura, 21 per gli organizzatori, il rag. Franchini escluso per non avere alzato la mano all'appello.
Al lavoro il giorno dopo si racconta che abbia pianto in sala macchinette, ma con enorme dignità.
Il suo ultimo impegno politico risaliva ad una candidatura a capoclasse durante le primarie della terza media (4 voti scambiati con altrettanti fruttini alla pera).
Fu convinto con il mistico miraggio di improbabili adunate sessantottine di sesso libero.
La partenza del pullman era prevista alle 3 di mattina dalla piazza di Porto Fuori. Il pullman consisteva in un agghiacciante furgone Iveco color senape, con cassone ricoperto di cerata, riempito con sedie impagliate, portate dalla cucina dei manifestanti stessi.
Un'atroce nebbia ricopriva la campagna, disorientando metà della compagnia; i dispersi salirono a bordo di un autobus diretto nella profonda Siberia, dove ora lavorano tutti con ottimi risultati nelle vesti folkloristiche di badanti rumene.
Indumenti per la protesta di Franchini: pesantissimo eskimo comperato in un mercatino multiculturale a Bologna color verde marcio con marchio Nike oscenamente scucito dalla schiena, sciarpa derivata da uno scampolo di sartoria teatrale per costumi di arlecchino (4 metri), confuse spillette assortite di una vecchia bancherella di Forza Nuova tra cui spiccavano le scritte "Vota DC" e reminiscenze di slogan del ventennio.
Arrivo a Roma previsto in due ore grazie a gigantesco navigatore elettromeccanico, acquistato da un gruppo di circensi di origine russa con tecnologia della DDR. Al duecentesimo повернуть налево ("Voltare a sinistra") dopo cinque ore di imbarazzante girotondo in una rotonda appena fuori dal paese, ci si decide a consultare l'ingegner Mughetti dotato di stradario Socio ACI datato 1971.
Nella più profonda ignoranza di cori di Partito, si ripiega su un deprimente vocalizzo, in ordine di: pubblicità formaggini Tigre (anno 1987, ripetuta 120 volte), Bocca di rosa (27 penosi bis), per finire con non ben precisati cori liturgici da messa funebre in esoterico latino ai più misteriosamente conosciuto.
Dopo dieci ore di traumatica percorrenza di sterrati e tratturi destinati alla transumanza (e quindi secondo Regio Decreto vigenti di precedenza per il bestiame rispetto alle carrozze) si raggiunge la periferia di Roma parcheggiando in prossimità di scavi archeologici etruschi frequentati da tombaroli.
Arrivo al presunto punto di raccolta del corteo, dopo quattro ore di pellegrinaggio sempre seguendo uno stradario del solito Mughetti strappato da un TuttoCittà del 1966, in occasione della partecipazione ad una mostra campionaria di tavolette da wc.
Manifestazione praticamente già finita dopo penosi tafferugli tra cortei di protestanti datesi sinistramente appuntamento lo stesso giorno nello stesso luogo. In ordine di crescente ferocia: Unione Commercialisti Italiani, Casalinghe Contro Sospensioni Telenovele Periodo Estivo, Segretarie Racchie Non Molestate.
Verso le 24, una stella cadente annuncia l'arrivo del conte dottor Travaglio Calzoni Vallerani. I dipendenti più umili travestiti da immigrati si mettono in fila per consegnare doni e sacrifici umani. Franchini sotto una mistica visione dettata dalla fame, grida alla visione di Beppe Grillo con le stimmate: nessuno gli crede.
Pullman inagibile perché occupato da improvvisata comune dell'Unione Bidelli Senza Scopo Alcuno.
Ritorno in nottata tramite provvidenziale littorina con interni in legno e amianto, messa a disposizione per i manifestanti dal Genio Civile in quanto destinata a smantellamento in Jugoslavia. Dimenticati 7 impiegati addormentati, anch'essi tragicamente smantellati e rispediti alle famiglie in ordine sparso. Senza istruzioni.
Notizie del giorno dopo: 10000 manifestanti per la questura, 21 per gli organizzatori, il rag. Franchini escluso per non avere alzato la mano all'appello.
Al lavoro il giorno dopo si racconta che abbia pianto in sala macchinette, ma con enorme dignità.
giovedì 3 dicembre 2009
Libra di novembre: Narici e orecchie
Qui, ovvero non qui ma altrove cliccando su qui, non questo qui e nemmeno questo ma il primo a sinistra con la maiuscola, trovate un mio altro piacevolissimo articolo per il nuovo Libra, che altrimenti trovate in forma cartacea in giro per Ferrara.
Anche io lo vado cercando perché poi lo metto sul tavolinetto in salotto e sbadigliando lo indico annoiato alle persone che entrano in casa. Ma in realtà ci ho messo un sacco di lavoro per indovinare le lettere accentate sulla tastiera americana.
Anche io lo vado cercando perché poi lo metto sul tavolinetto in salotto e sbadigliando lo indico annoiato alle persone che entrano in casa. Ma in realtà ci ho messo un sacco di lavoro per indovinare le lettere accentate sulla tastiera americana.
Iscriviti a:
Post (Atom)
