Dottore vorrei cambiare sesso!
Vuole diventare una donna quindi?
No, non necessariamente, ma vorrei cambiare.
Ma scusi, sig. A., leggo sulla sua cartella che lei è un uomo, vuol diventare quindi donna?
A dire il vero no, ne vedo già tante in giro, mi sembra poco originale, mi consigli lei.
Senta, ci sono solo uomini e donne al 99% e poi anche tanti cinesi, lei vuole diventare cinese?
No, cinese no, voglio solo cambiare.
O uomo o donna, non c'è scelta, ha capito? C'è o il pisellino o la patatina.
Vabbè, scelga lei un altro ortaggio, non so... dattero.
Ma sono simboli, mi segua bene: o pene o vagina non c'è alternativa.
Simboli... come la colomba?
Si, ma il punto non è questo, da uomo si può diventare donna, o viceversa.
Di questo Viceversa prima non me ne aveva parlato.
No, senta, si segga, con viceversa intendo da donna a uomo.
Ma io sono già uomo, è scritto li, vede?
Allora può diventare donna, capito, don-na, senza pene.
Senza pene? Le donne non hanno il pene? E come diamine fanno.
Parlano perlopiù. E poi brontolano. La scienza non indaga.
Ma quella cosa della colomba... E se diventassi colomba?
Le colombe sono animali, maschi e femmine, e poi c'è già lo Spirito Santo come colomba, suvvia.
Affare fatto Dottore, voglio diventare lo spirito santo, vede come suona bene, poi lo scrivo sui bigliettini da visita: mi operi subito!
Stia calmo e non mi tocchi, lo Spirito Santo è una metafora religiosa, ha presente la Trinità? Il Padre? Il Figlio? Uno e trino.
Uomo, donna e... colomba. Mi sta confondendo.
Tenga, prenda questo in farmacia...
Xanax? Ma la faccenda di cambiare sesso?
Non sia ridicolo, veda di trovare se stesso e poi ne riparliamo.
Fatto!
No, guardi, quello è il pene.
giovedì 20 agosto 2009
Le carte segrete del Dottor F. (Estratto I)
lunedì 27 luglio 2009
Franchini va al balletto
Vado a vedere il mio primo balletto di danza moderna: Dorian Gray.
Tutti saltellano di qua e di la invece di fare cose come dialoghi, o soliloqui, o muoversi semplicemente. Primo tempo: un fotografo fa foto a dei modelli, quasi tutti maschi. Si ballano attorno per fare le foto, poi due uomini si ballano attorno per qualche minuto, prima di capire entrambi di essere gay e ballare assieme per altri minuti mimando sesso tra gay. Uno è il fotografo gay e convince un cameriere gay a diventare un modello per la sua agenzia.
La seconda scena mi fa capire che sono tutti gay e anche intorno a me le poltrone sono popolate di gay di tutte le età: bambini gay, adolescenti gay, uomini gay, anziani gay, preti, commessi viaggiatori gay.
La capa dell'azienda di modelli seduce il cameriere gay ballando, ma lui non è mica tanto contento, ma già che c'è balla in mutande anche lui sul letto, fa delle prese e lei scavalla sempre le gambe. Infine ci sta e fanno sesso ancora ballando mentre la scena ruota.
Il cameriere diviene un modello. Dei chirurghi (sempre gli stessi ballerini con guanti blu) lo aiutano sempre in braghe di mutande a diventare bellissimo (ballando) e poi gli stessi chirurghi (?) lo rivestono di grigio.
Tutti zompano sul palco facendo altre foto, l'ex-cameriere diventa famosissimo e va a teatro a vedere un balletto di danza classica, poi zompa anche con il ballerino. Festona a casa sua, tutti si drogano ballando, fino a che il ballerino di danza classica muore ballando mica tanto.
Per Dorian Gray sarà un lento zompettare verso il totale declino: ballerà con tutti i suoi fantasmi e poi ballerà uccidendo se stesso. Auto-distruzione dirà la recensione il giorno dopo.
Tramite il ballare e il movimento del corpo si rappresenta la vita, le sue azioni e le sue vicende. Rappresentare una scena di ballo ballando non è assolutamente facile; con difficoltà si trasmette al pubblico l'idea del ballare tramite un ballo.
Immancabile scena con il ballerino a natiche scoperte. Gridolini tra i palchi e anche le ragazze sembrano apprezzare.
Uscito dal teatro nessuno balla. Provo a fare io due saltellini in un timido tentativo di svegliare l'energia danzante di tutti ma nessuno mi segue e me ne vado a casa. Mi aspettavo tutti iniziassero ad improvvisare qualcosa di coreografico che mimasse l'ora successiva prima di andare a dormire e l'attività quotidiana del giorno che sarebbe seguito.
Ma ballare fa diventare omosessuali, o tutti gli omosessuali hanno il ballo nel sangue? "No" - risponde un esperto - "se non si balla si diventa etero".
Tutti saltellano di qua e di la invece di fare cose come dialoghi, o soliloqui, o muoversi semplicemente. Primo tempo: un fotografo fa foto a dei modelli, quasi tutti maschi. Si ballano attorno per fare le foto, poi due uomini si ballano attorno per qualche minuto, prima di capire entrambi di essere gay e ballare assieme per altri minuti mimando sesso tra gay. Uno è il fotografo gay e convince un cameriere gay a diventare un modello per la sua agenzia.
La seconda scena mi fa capire che sono tutti gay e anche intorno a me le poltrone sono popolate di gay di tutte le età: bambini gay, adolescenti gay, uomini gay, anziani gay, preti, commessi viaggiatori gay.
La capa dell'azienda di modelli seduce il cameriere gay ballando, ma lui non è mica tanto contento, ma già che c'è balla in mutande anche lui sul letto, fa delle prese e lei scavalla sempre le gambe. Infine ci sta e fanno sesso ancora ballando mentre la scena ruota.
Il cameriere diviene un modello. Dei chirurghi (sempre gli stessi ballerini con guanti blu) lo aiutano sempre in braghe di mutande a diventare bellissimo (ballando) e poi gli stessi chirurghi (?) lo rivestono di grigio.
Tutti zompano sul palco facendo altre foto, l'ex-cameriere diventa famosissimo e va a teatro a vedere un balletto di danza classica, poi zompa anche con il ballerino. Festona a casa sua, tutti si drogano ballando, fino a che il ballerino di danza classica muore ballando mica tanto.
Per Dorian Gray sarà un lento zompettare verso il totale declino: ballerà con tutti i suoi fantasmi e poi ballerà uccidendo se stesso. Auto-distruzione dirà la recensione il giorno dopo.
Tramite il ballare e il movimento del corpo si rappresenta la vita, le sue azioni e le sue vicende. Rappresentare una scena di ballo ballando non è assolutamente facile; con difficoltà si trasmette al pubblico l'idea del ballare tramite un ballo.
Immancabile scena con il ballerino a natiche scoperte. Gridolini tra i palchi e anche le ragazze sembrano apprezzare.
Uscito dal teatro nessuno balla. Provo a fare io due saltellini in un timido tentativo di svegliare l'energia danzante di tutti ma nessuno mi segue e me ne vado a casa. Mi aspettavo tutti iniziassero ad improvvisare qualcosa di coreografico che mimasse l'ora successiva prima di andare a dormire e l'attività quotidiana del giorno che sarebbe seguito.
Ma ballare fa diventare omosessuali, o tutti gli omosessuali hanno il ballo nel sangue? "No" - risponde un esperto - "se non si balla si diventa etero".
martedì 14 luglio 2009
Sei ciò che ti meriti che sei
I lettori (Club del Barbone Drogato) mi hanno fatto notare come il dare voti in base alla preparazione in seguito ad un esame sia discriminante verso le loro capacità. Siamo tutti uguali davanti a Dio, e anche se fossimo dietro di lui il gioco dell'"Indovina chi sono?" non funzionerebbe.
Ho deciso in futuro di esprimere il voto in funzione dei colori e degli abiti degli studenti. Basta realizzare una tabella che incroci la diversa tipologia di vestiario con il colore dell'indumento. Qualche esempio per l'uomo:
Successivamente vi sarebbero ragazzi vestiti per avere voti inferiori e voti medi. Ragazzi vestiti per essere bocciati. La tabella sarebbe migliorata nel dettaglio e sempre aggiornata. In poco tempo non sarebbe più la tabella a descrivere le tipologie di persone ma sarebbero le persone stesse a rappresentare la tabella nelle sue varianti. Basterebbe così per me seguire la tabella e dare agli studenti i voti che si meritano, senza discriminazioni.
Ma perché il funerale di Michael Jackson è stato in diretta tv, mentre per quello di Bach Johann non c'è nemmeno una foto?
Ho deciso in futuro di esprimere il voto in funzione dei colori e degli abiti degli studenti. Basta realizzare una tabella che incroci la diversa tipologia di vestiario con il colore dell'indumento. Qualche esempio per l'uomo:
- pantalone lungo marrone: 30
- pantalone lungo marrone con camicia blu: 30 e lode solo se e solo se la camicia è bottom down
- pantalone corto rosa: torni la prossima volta
- pantalone corto cachi: 21
- camicia blu senza maglietta della salute: 18
- polo di colore scuro con pantaloni chiari: 22
- tuta da ginnastica con pacco che risalta: vada a sturare i bagni
- vestiti in gradazioni del verde: 26
- camicetta e gonna a pieghe: 25
- vestito da liceale americana: 30 e lode a prescindere
- completo di Hooters: 30 e lode
- tuta da ginnastica con pacco che risalta: si vergogni pervertito
- jeans a vita bassa: 26
- jeans a vita alta e basta: 26
Successivamente vi sarebbero ragazzi vestiti per avere voti inferiori e voti medi. Ragazzi vestiti per essere bocciati. La tabella sarebbe migliorata nel dettaglio e sempre aggiornata. In poco tempo non sarebbe più la tabella a descrivere le tipologie di persone ma sarebbero le persone stesse a rappresentare la tabella nelle sue varianti. Basterebbe così per me seguire la tabella e dare agli studenti i voti che si meritano, senza discriminazioni.
Ma perché il funerale di Michael Jackson è stato in diretta tv, mentre per quello di Bach Johann non c'è nemmeno una foto?
giovedì 25 giugno 2009
Come mangiare più torta?
Mi mamma quando sono a casa è tutta contenta di farmi trovare tutto pronto per pranzo e cena: "Si sta meglio vero a non cucinare?". "Si mamma, anche se poi non è così spiacevole farsi da mangiare qualcosa di buono mentre i coinquilini aprono scatolette direttamente dentro al piatto". "Hai ragione, caro, la sofferenza altrui molte volte è l'ingrediente segreto del buon mangiare".
Un po' come guardare il telegiornale a tavola con il sadico gusto di chi cerca la gente che soffre, in ordine:
1. Guerra in Paese molto remoto (forse immaginario)
2. Calamità naturale causata da un violento peto (forse di Dio)
3. Saldi del dopo Natale
Oppure è piacevole far da mangiare ad una ragazza, in particolare frittata con contorno di patate al forno. Piatto sublime. La prima volta che la inviti è tutta contenta e meravigliata delle tue poliedriche capacità (l'altra è riparare freni della bicicletta non a forcella). La seconda volta che la inviti e ritrova la frittata con patate al forno cerca di ricordarsi se è capitata a casa vostra lo stesso giorno della settimana.
La terza volta guarda sospetta dentro al frigo mentre lo apri furtivamente: "Ma tu non mangi altro?".
La quarta volta, o quella che sarebbe stata la quarta volta, si fa negare al telefono da un uomo con barba (cosa parecchio sospetta con i cellulari) ed esce a baciarsi con un bell'impiegato di seconda fascia del Mac Donald.
Per ovviare alla vostra incapacità di preparare nuove pietanze, invitate ogni volta una ragazza diversa.
Quando qualcuno mi porta una torta in appartamento e non sono l'unico a doverla condividere, addentando la prima fetta inizio ad osservare quello che stimo essere il mio maggior concorrente all'azzanno.
Lo guardo mentre mastica, poi scendo con lo sguardo fino alla sua pancia. Repentino lo guardo ancora negli occhi. Nel mentre (lui se ne è accorto, è già a disagio) inizio piano a portarmi una mano alla pancia e la gratto noncurante. Facendo ciò osservo nuovamente la pancia dell'avversario.
Il gioco è fatto. Vedo lui che inizia prima a prendere morsi più piccoli, poi cambia stanza per finire la torta in tutta fretta, beve due bicchieri d'acqua e se ne fugge in camera, probabilmente a piangere mentre prova a fare flessioni.
Risultato: la restante torta è praticamente tutta mia. Se provate voi stessi il soggetto in questione potrebbe per prima cosa arrivare a sottolinearvi: "Guarda che ho portato la torta per tutti, mangiala pure!" E magari ve lo dice proprio mentre la state tagliando. Successivamente porgervi fette di torta alla fine del vostro pasto (gesto di gentilezza inusuale dato che solitamente ci si da reciproche mestolate sul naso). In casi estremi potrebbe giungere a voi il patetico lamento del "Per piacere mangiatela tutta! Finiscila! Che Dio abbia pietà di me. E della mia pancia".
Tale tecnica di sopravvivenza deriva dall'uomo preistorico, la quale è stata appresa fin dalle sue origini da scimmia (cioè da fango o costola per chi sia cristiano).
Un po' come guardare il telegiornale a tavola con il sadico gusto di chi cerca la gente che soffre, in ordine:
1. Guerra in Paese molto remoto (forse immaginario)
2. Calamità naturale causata da un violento peto (forse di Dio)
3. Saldi del dopo Natale
Oppure è piacevole far da mangiare ad una ragazza, in particolare frittata con contorno di patate al forno. Piatto sublime. La prima volta che la inviti è tutta contenta e meravigliata delle tue poliedriche capacità (l'altra è riparare freni della bicicletta non a forcella). La seconda volta che la inviti e ritrova la frittata con patate al forno cerca di ricordarsi se è capitata a casa vostra lo stesso giorno della settimana.
La terza volta guarda sospetta dentro al frigo mentre lo apri furtivamente: "Ma tu non mangi altro?".
La quarta volta, o quella che sarebbe stata la quarta volta, si fa negare al telefono da un uomo con barba (cosa parecchio sospetta con i cellulari) ed esce a baciarsi con un bell'impiegato di seconda fascia del Mac Donald.
Per ovviare alla vostra incapacità di preparare nuove pietanze, invitate ogni volta una ragazza diversa.
Quando qualcuno mi porta una torta in appartamento e non sono l'unico a doverla condividere, addentando la prima fetta inizio ad osservare quello che stimo essere il mio maggior concorrente all'azzanno.
Lo guardo mentre mastica, poi scendo con lo sguardo fino alla sua pancia. Repentino lo guardo ancora negli occhi. Nel mentre (lui se ne è accorto, è già a disagio) inizio piano a portarmi una mano alla pancia e la gratto noncurante. Facendo ciò osservo nuovamente la pancia dell'avversario.
Il gioco è fatto. Vedo lui che inizia prima a prendere morsi più piccoli, poi cambia stanza per finire la torta in tutta fretta, beve due bicchieri d'acqua e se ne fugge in camera, probabilmente a piangere mentre prova a fare flessioni.
Risultato: la restante torta è praticamente tutta mia. Se provate voi stessi il soggetto in questione potrebbe per prima cosa arrivare a sottolinearvi: "Guarda che ho portato la torta per tutti, mangiala pure!" E magari ve lo dice proprio mentre la state tagliando. Successivamente porgervi fette di torta alla fine del vostro pasto (gesto di gentilezza inusuale dato che solitamente ci si da reciproche mestolate sul naso). In casi estremi potrebbe giungere a voi il patetico lamento del "Per piacere mangiatela tutta! Finiscila! Che Dio abbia pietà di me. E della mia pancia".
Tale tecnica di sopravvivenza deriva dall'uomo preistorico, la quale è stata appresa fin dalle sue origini da scimmia (cioè da fango o costola per chi sia cristiano).
"Buga, buga, quella banana ti va tutta sui fianchi!"Spirito dei tempi. L'eterno iniziare va bene per chi non sa fare il medio gioco?
"Buga, buga, in effetti sono pieno, mi sono lussato una spalla per raccoglierla, ma finiscila pure te, non ne voglio più"
"Buga, se insisti"
"Buga"
mercoledì 27 maggio 2009
Sinistra?
Mi trovo seduto al bar di Strà in piazza Marconi (gestito da cinesi), vedo che passa la ragazza delle fioreria che si affaccia sul parcheggio e le chiedo: "Ti piaccio ancora se inizio a fare culturismo pesante?". Penso di aumentare il mio peso di 80 chilogrammi e inizio a fare competizioni serie anche a livello internazionale. Lei corre via, forse perplessa.
Frequentare i bar delle piazze dei paesi (numero di abitanti inferiore ai 2 mila) è una forma di turismo lento e rilassante. Il problema principale consiste nel raggiungere il paese. Una volta usciti dall'autostrada si devono chiedere indicazioni dato che il satellitare non è previsto dal turismo lento. Arrivi alla macelleria e chiedi informazioni. Lì ti dicono di andare sempre diritto, poi giri a destra al secondo semaforo dopo la chiesa e attraversi il ponte. Tutto contento rientri in macchina, baci gagliardo la ragazza che hai vicino, e ripeti le indicazioni fingendo che lei ti possa aiutare. Ti rimetti sulla strada: non ci sono semafori, né chiese né tanto meno ponti. Persino non vi è più la destra, gli abitanti sembrano tutti mancini. Allora ti fermi, e chiedi nuovamente indicazioni.
Le nuove indicazioni sono totalmente discordanti dalle prime; ora c'è un passaggio a livello, il campetto sportivo e il ferramenta di suo zio (da parte di madre). Seguo le seconde ma con rammarico, in quanto mi sembra di tradire il primo che mi ha dato informazioni.
Percorro la strada, arrivo al passaggio a livello, lo attraverso e vedo un uomo in lontananza. Fermo l'auto. E' il macellaio: "Lei non sta seguendo le indicazioni che le ho dato! Ha fatto di testa sua", sempre più arrogante, "ha chiesto indicazioni ad altri: ha tradito la mia fiducia." E scoppia in lacrime quell'uomo fragile.
Tutto sommato ne vale la pena perché una volta arrivato impari una lezione morale. Se dai bar del paese rubi le sedie poi non te ne fai nulla. Le sedie da bar sono esclusivamente da bar. Inutile rubarle di notte quando il bar è chiuso e portartele a casa, magari per adornare il cortile. Sono fatte esclusivamente per i bar, solo li hanno una parvenza di comodità: nel tuo cortile non puoi che starci scomodo, meno che mai se le metti in cucina. A nessuno viene mai nemmeno in mente di rubare le sedie dei bar.
Rivedo la ragazza delle fioreria che mi ha seguito sfruttando il passaggio di un pulmino della scuola. Da un finestrino, capelli al vento, mi grida: "Quali pesi pensi di comperare? Il culturismo... ricordi?".
Pesi, chi ha mai parlato di pesi?
Frequentare i bar delle piazze dei paesi (numero di abitanti inferiore ai 2 mila) è una forma di turismo lento e rilassante. Il problema principale consiste nel raggiungere il paese. Una volta usciti dall'autostrada si devono chiedere indicazioni dato che il satellitare non è previsto dal turismo lento. Arrivi alla macelleria e chiedi informazioni. Lì ti dicono di andare sempre diritto, poi giri a destra al secondo semaforo dopo la chiesa e attraversi il ponte. Tutto contento rientri in macchina, baci gagliardo la ragazza che hai vicino, e ripeti le indicazioni fingendo che lei ti possa aiutare. Ti rimetti sulla strada: non ci sono semafori, né chiese né tanto meno ponti. Persino non vi è più la destra, gli abitanti sembrano tutti mancini. Allora ti fermi, e chiedi nuovamente indicazioni.
Le nuove indicazioni sono totalmente discordanti dalle prime; ora c'è un passaggio a livello, il campetto sportivo e il ferramenta di suo zio (da parte di madre). Seguo le seconde ma con rammarico, in quanto mi sembra di tradire il primo che mi ha dato informazioni.
Percorro la strada, arrivo al passaggio a livello, lo attraverso e vedo un uomo in lontananza. Fermo l'auto. E' il macellaio: "Lei non sta seguendo le indicazioni che le ho dato! Ha fatto di testa sua", sempre più arrogante, "ha chiesto indicazioni ad altri: ha tradito la mia fiducia." E scoppia in lacrime quell'uomo fragile.
Tutto sommato ne vale la pena perché una volta arrivato impari una lezione morale. Se dai bar del paese rubi le sedie poi non te ne fai nulla. Le sedie da bar sono esclusivamente da bar. Inutile rubarle di notte quando il bar è chiuso e portartele a casa, magari per adornare il cortile. Sono fatte esclusivamente per i bar, solo li hanno una parvenza di comodità: nel tuo cortile non puoi che starci scomodo, meno che mai se le metti in cucina. A nessuno viene mai nemmeno in mente di rubare le sedie dei bar.
Rivedo la ragazza delle fioreria che mi ha seguito sfruttando il passaggio di un pulmino della scuola. Da un finestrino, capelli al vento, mi grida: "Quali pesi pensi di comperare? Il culturismo... ricordi?".
Pesi, chi ha mai parlato di pesi?
venerdì 15 maggio 2009
Vecchio pazzo
Nel paese di Coronella c'era una strada chiusa per lavori.
Un signore, oltre i 60 anni arriva con la sua auto e si ferma in mezzo alla strada. Rallenta e poi scende.
Davanti a lui vi sono gli operai che stanno facendo i lavori.
Altre auto si accodano a lui, vedono i lavori in corso (segnaletica speciale a fondo giallo, rete arancione, una scavatrice pesante), fanno inversione con l'automobile e tornano indietro per la strada prima percorsa.
Il signore con il cappello lascia la portiera aperta, percorre a piedi i 50 metri che lo separano dalla linea di delimitazione dei lavori, richiama l'attenzione degli operai e parlotta con loro.
"Ci sono i lavori, dureranno varie settimane, tubature, una deviazione verso l'altra strada provinciale e poi tutta la segnaletica da rifare. Le conviene tornare indietro, non finiremo certamente entro poche ore...", sorride l'operaio ritornando alla pala.
Il signore decide di rimanere: "E io aspetto". "Faccia ciò che vuole! Vecchio pazzo", borbotta l'operaio.
Il signore aspetta, i lavori procedono. Ogni tanto rientra in macchina per dormire un po' o si ripara quando fuori la notte riprende a rinfrescare l'aria. Una signora, la moglie, gli porta delle buste con cibo e acqua da bere, qualche maglia e biancheria pulita che il signore si cambia frettolosamente in auto sui sedili anteriori. A volte il signore condivide il suo cibo e un po' di vino con gli operai. Gli operai mostrano le foto dei loro figli al signore.
Passano quattro mesi e i lavori sono finiti.
La municipale più volte durante questo tempo è passata incuriosita, ma non infastidita ha lasciato l'uomo sulla sua strada praticamente indisturbato.
Gli operai ripuliscono la strada, mentre la segnaletica verticale viene ripristinata da altri operai. La strada è sgombra, "prosegua pure vecchio pazzo, abbiamo finito".
"Non so più dove dovevo andare", fa marcia indietro per qualche metro, gira l'auto incerta e ritorna da dove era venuto.
Un signore, oltre i 60 anni arriva con la sua auto e si ferma in mezzo alla strada. Rallenta e poi scende.
Davanti a lui vi sono gli operai che stanno facendo i lavori.
Altre auto si accodano a lui, vedono i lavori in corso (segnaletica speciale a fondo giallo, rete arancione, una scavatrice pesante), fanno inversione con l'automobile e tornano indietro per la strada prima percorsa.
Il signore con il cappello lascia la portiera aperta, percorre a piedi i 50 metri che lo separano dalla linea di delimitazione dei lavori, richiama l'attenzione degli operai e parlotta con loro.
"Ci sono i lavori, dureranno varie settimane, tubature, una deviazione verso l'altra strada provinciale e poi tutta la segnaletica da rifare. Le conviene tornare indietro, non finiremo certamente entro poche ore...", sorride l'operaio ritornando alla pala.
Il signore decide di rimanere: "E io aspetto". "Faccia ciò che vuole! Vecchio pazzo", borbotta l'operaio.
Il signore aspetta, i lavori procedono. Ogni tanto rientra in macchina per dormire un po' o si ripara quando fuori la notte riprende a rinfrescare l'aria. Una signora, la moglie, gli porta delle buste con cibo e acqua da bere, qualche maglia e biancheria pulita che il signore si cambia frettolosamente in auto sui sedili anteriori. A volte il signore condivide il suo cibo e un po' di vino con gli operai. Gli operai mostrano le foto dei loro figli al signore.
Passano quattro mesi e i lavori sono finiti.
La municipale più volte durante questo tempo è passata incuriosita, ma non infastidita ha lasciato l'uomo sulla sua strada praticamente indisturbato.
Gli operai ripuliscono la strada, mentre la segnaletica verticale viene ripristinata da altri operai. La strada è sgombra, "prosegua pure vecchio pazzo, abbiamo finito".
"Non so più dove dovevo andare", fa marcia indietro per qualche metro, gira l'auto incerta e ritorna da dove era venuto.
sabato 2 maggio 2009
Paolo si è fermato a Codigoro
Mi trovo a Codigoro a fare lezione. Lasciamo stare. Almeno a pranzo sono solo e vado a mangiare un panino al bar "Snack Bar" immerso tra la nebbia al di là della strada.
L'idea iniziale era quella del bar della piscina, ma il pungente odore di cloro mi ha fatto fuggire (ricordarsi di scrivere un post su io che devo imparare a nuotare e succedono le solite cose al limite della sfiga completa in cui devo risultare però simpatico e originale).
Ci siamo io, il barista ricciolo e il matto del paese in tutta blu da operaio. Ne ha 7 uguali per ogni giorno della settimana; il giorno del suo compleanno gira nudo. Entra la postina e lui le chiede "Che per caso oggi lei era in via Lanzoni sulle dieci?". Lei: "No, non faccio quella zona". Lui tutto mogio mugugna.
Faccio l'errore di osservare indifferente la conversazione che porta ad uno scambio di occhiate tra me e lui.
Capisco subito di essere spacciato e mi affretto ad ingollare il panino tiepido con gli occhi bassi.
- "Ma te sei quello del Consorzio dei veterinari ovini?", parlando accelerando la frase sul finale.
- "No guardi, io sono qua di passaggio, me ne sto andando."
- "Mmmm, ma te l'hai visto ieri il Grande Fratello."
- "No, scusi, ma ero fuori con la fidanzata."
- "Si, vabbè che c'hai la morosa te?" e ride storto.
- "Si! Si!"
- "Te sei scemo te!"
Io rido e butto gli occhi sul giornale. Hanno già fatto il rebus.
- "E come si chiama?"
- "Come si chiama chi?"
- "La morosa come si chiama?"
- "Senti, non è vero, non ho la morosa ma sto lavorando sulla questione."
- "Vabbè se la trovi usciamo a quattro?"
- "E con chi?"
- "Con me e la mia morosa, andiamo qua al Palazzetto a vedere la pallavolo femminile?"
Sicuramente è tra gli inviti migliori del mese e lo prendo in considerazione sul serio.
L'idea iniziale era quella del bar della piscina, ma il pungente odore di cloro mi ha fatto fuggire (ricordarsi di scrivere un post su io che devo imparare a nuotare e succedono le solite cose al limite della sfiga completa in cui devo risultare però simpatico e originale).
Ci siamo io, il barista ricciolo e il matto del paese in tutta blu da operaio. Ne ha 7 uguali per ogni giorno della settimana; il giorno del suo compleanno gira nudo. Entra la postina e lui le chiede "Che per caso oggi lei era in via Lanzoni sulle dieci?". Lei: "No, non faccio quella zona". Lui tutto mogio mugugna.
Faccio l'errore di osservare indifferente la conversazione che porta ad uno scambio di occhiate tra me e lui.
Capisco subito di essere spacciato e mi affretto ad ingollare il panino tiepido con gli occhi bassi.
- "Ma te sei quello del Consorzio dei veterinari ovini?", parlando accelerando la frase sul finale.
- "No guardi, io sono qua di passaggio, me ne sto andando."
- "Mmmm, ma te l'hai visto ieri il Grande Fratello."
- "No, scusi, ma ero fuori con la fidanzata."
- "Si, vabbè che c'hai la morosa te?" e ride storto.
- "Si! Si!"
- "Te sei scemo te!"
Io rido e butto gli occhi sul giornale. Hanno già fatto il rebus.
- "E come si chiama?"
- "Come si chiama chi?"
- "La morosa come si chiama?"
- "Senti, non è vero, non ho la morosa ma sto lavorando sulla questione."
- "Vabbè se la trovi usciamo a quattro?"
- "E con chi?"
- "Con me e la mia morosa, andiamo qua al Palazzetto a vedere la pallavolo femminile?"
Sicuramente è tra gli inviti migliori del mese e lo prendo in considerazione sul serio.
giovedì 2 aprile 2009
Intolleranza oggi
In merito a tutte le cose il nostro atteggiamento è riassumibile in tre classi:
- Classe 1: ne voglio ancora di più, mi piace troppo
- Classe 2: non ne voglio più, mi basta
- Classe 3: ne voglio di meno, non mi piace
Quanto vi piace il gelato?
Classe 1: ingordi
Classe 2: moderati
Classe 3: non vi piace il gelato (o cicciotti bugiardi)
Donne nude?
Classe 1: utilizzatore medio di internet
Classe 2: marito imbolsito
Classe 3: Comunione e Liberazione fuori dal matrimonio, a luce accesa
Voi quanto siete intolleranti verso gli extracomunitari?
Classe 1: non intollerante
Classe 2: intollerante medio
Classe 3: intollerante ideale
Riflettendo su questo, e su come risolvere il problema del preservativo, faccio l'assistente ad un parziale di filologia dantesca. I miei compiti consistono in:
1) Classificare le ragazze dalla più bella alla più brutta:
Castana riccia con orecchini
Mora con maglietta viola
Biondina troppo magra
Rossa un po' strana
Altro
2) Camminare tra i banchi per osservare il colore delle mutandine delle ragazze.
3) (Riconoscibile come culto della materia) fare la classifica del colore delle mutandine:
Viola
Bianco (due)
Rosa
Verde
4) Guardare con sguardo di biasimo gli studenti che si scambiano occhiate in quarta e terza fila: fagli capire che ho capito che stanno copiando ma sono talmente buono, magnanimo e giovane che non li prendo a calci in culo.
Sembro quasi un bravo insegnante. A tal punto che la sera per festeggiare ordino una pizza. Me la consegna un extracomunitario.
Per fare il super generoso invece di 6 euro e 20, gli do tutti i 50 centesimi. Chiudo il portone e sento che mi bussa. Convinto che mi voglia ringraziare per la generosa mancia (caspita, 30 centesimi non sono mica così pochi!) oppure voglia fare quello orgoglioso che magari mi fa notare che gli ho dato più del dovuto e vuole fare la parte di chi mi deve per forza ridare il resto. Atteggiamento in presenza del quale, guardandolo con una magnanimità da sovrano illuminato, gli direi "Tieni pure il resto", accennando un sorriso con occhi semi socchiusi in segno di grande empietà.
In realtà gli avevo dato solo 3 euro e 50 e mi ribadisce che erano 6 e 20. Mi affretto a scusarmi e a dargli altri 3 euro.
A tal punto l'atto della mancia svanisce miseramente. Sta già filando via con il motorino che gli grido "Tieni pure il resto bravo ragazzo". La vicina abituata pressoché a tutto chiude gli scuri rumorosamente.
Intanto ho risolto il problema del preservativo con il Papa, verrà esemplificato nel suo prossimo discorso all'Africa: "Voi del terzo mondo non avete l'anima quindi potete usare il preservativo. Anche le scimmie possono usare il preservativo. Anzi, devono, pena l'acquisto automatico dell'anima e perciò di tutti gli oneri ad essa connessi."
- Classe 1: ne voglio ancora di più, mi piace troppo
- Classe 2: non ne voglio più, mi basta
- Classe 3: ne voglio di meno, non mi piace
Quanto vi piace il gelato?
Classe 1: ingordi
Classe 2: moderati
Classe 3: non vi piace il gelato (o cicciotti bugiardi)
Donne nude?
Classe 1: utilizzatore medio di internet
Classe 2: marito imbolsito
Classe 3: Comunione e Liberazione fuori dal matrimonio, a luce accesa
Voi quanto siete intolleranti verso gli extracomunitari?
Classe 1: non intollerante
Classe 2: intollerante medio
Classe 3: intollerante ideale
Riflettendo su questo, e su come risolvere il problema del preservativo, faccio l'assistente ad un parziale di filologia dantesca. I miei compiti consistono in:
1) Classificare le ragazze dalla più bella alla più brutta:
Castana riccia con orecchini
Mora con maglietta viola
Biondina troppo magra
Rossa un po' strana
Altro
2) Camminare tra i banchi per osservare il colore delle mutandine delle ragazze.
3) (Riconoscibile come culto della materia) fare la classifica del colore delle mutandine:
Viola
Bianco (due)
Rosa
Verde
4) Guardare con sguardo di biasimo gli studenti che si scambiano occhiate in quarta e terza fila: fagli capire che ho capito che stanno copiando ma sono talmente buono, magnanimo e giovane che non li prendo a calci in culo.
Sembro quasi un bravo insegnante. A tal punto che la sera per festeggiare ordino una pizza. Me la consegna un extracomunitario.
Per fare il super generoso invece di 6 euro e 20, gli do tutti i 50 centesimi. Chiudo il portone e sento che mi bussa. Convinto che mi voglia ringraziare per la generosa mancia (caspita, 30 centesimi non sono mica così pochi!) oppure voglia fare quello orgoglioso che magari mi fa notare che gli ho dato più del dovuto e vuole fare la parte di chi mi deve per forza ridare il resto. Atteggiamento in presenza del quale, guardandolo con una magnanimità da sovrano illuminato, gli direi "Tieni pure il resto", accennando un sorriso con occhi semi socchiusi in segno di grande empietà.
In realtà gli avevo dato solo 3 euro e 50 e mi ribadisce che erano 6 e 20. Mi affretto a scusarmi e a dargli altri 3 euro.
A tal punto l'atto della mancia svanisce miseramente. Sta già filando via con il motorino che gli grido "Tieni pure il resto bravo ragazzo". La vicina abituata pressoché a tutto chiude gli scuri rumorosamente.
Intanto ho risolto il problema del preservativo con il Papa, verrà esemplificato nel suo prossimo discorso all'Africa: "Voi del terzo mondo non avete l'anima quindi potete usare il preservativo. Anche le scimmie possono usare il preservativo. Anzi, devono, pena l'acquisto automatico dell'anima e perciò di tutti gli oneri ad essa connessi."
Iscriviti a:
Post (Atom)
