Appena arrivato a Parigi trovo Carla Bruni all'uscita del nastro dei bagagli. Non credevo ne' di conoscerla ne' che con la sua importanza si permettesse di girare da sola per la Ville. Si e' presentata lei perché onestamente non l'avevo poi tanto riconosciuta. Vista in televisione o nelle foto, tutta elegante e di lungo vestita, sembra quasi una donna diversa. Io invece in foto o di persona vengo bello uguale e alcuni si confondono anche.
Devo andare in centro con la metropolitana. Anche lei era venuta con i mezzi pubblici quindi facciamo il tragitto insieme: sono circa 40 minuti. Lei ha un abbonamento illimitato, mentre io devo andare a trafficare con le macchinette per farmi sputare fuori il cartoncino bianco magnetico.
Cosa ha da dirmi? Tutta contenta del matrimonio, le cariche non ufficiali pubbliche e il marito e' gentile e premuroso, ma la questione dei bidet non va. Non ci sono bidet in nessun bagno di casa e lei onestamente essendo nata in Italia vi era abituata. "Voglio divorziare!" sbotta guardandomi disperata. La faccio calmare perché la gente ci sta iniziando a osservare sospetta, dato che gesticoliamo animosamente e questa bella donna vestita da parigina che fa ampi movimenti con le mani desta curiosità. Mi stupisco che qualcuno non la riconosca come moglie del Signor Presidente, ma ripeto che io non l'avrei riconosciuta con tutta la buona volontà.
L'idea del divorzio era onestamente malsana e non motivata. Sono preoccupato perché continua a parlare dei bidet, di come si stava bene con i bidet italiani, della doccia che non e' la stessa cosa, e di varie cose che mi mettono anche un po' in imbarazzo. "Signora Carla, se ne faccia installare uno a casa vostra!", dico io, soluzione banale. "No, fosse facile", risponde la bella Carla, "mio marito dice che poi si viene a sapere tra gente della sicurezza, che poi parla a casa, i famigliari chiacchierano al mercato rionale e i giornalisti ci marciano su per settimane."
Altra sua idea bislacca: "Chiedo l'impeachment, mio marito viene destituito e torniamo a fare vita privata in Italia". Tutto questo per un bidet mi sembra esagerato. Al più le suggerisco di pensare a trasferire la capitale al confine con l'Italia, soluzione estrema ma se deve andare al bagno in 15 minuti di auto si trova in un bagno italiano con il bidet, magari a Bardonecchia. Magari alla dogana alla lunga avranno qualcosa da redire, ma per lei un occhio lo possono pure chiudere.
Lei non e' totalmente convinta, ma il treno e' finalmente arrivato e ci salutiamo cortesemente e un po' freddi. Dopotutto io praticamente nemmeno la conoscevo e per quale assurdo motivo la moglie del Presidente della Repubblica francese mi viene a parlare di bidet con tutto quello che ho da fare?
Mi manda un sms il giorno dopo, con su scritto che le ha fatto piacere parlare con me, e forse ho ragione nel voler essere cauto in questa situazione. Ancora non le ho risposto perché non so più che dirle.
Il giorno dopo all'ufficio oggetti smarriti, ritrovo spostata di scrivania la ragazza con il grande naso. La amo ancora come non ho mai amato nessuna ragazza dell'ufficio oggetti smarriti di Parigi.
La sera torna a casa verso le sette e nel vestirsi occupa tutto l'ufficio. Si mette la lunga sciarpa camminando, rovescia la testa per sistemare i lunghissimi capelli. Con ampi movimenti delle braccia, un mulino a vento che respinge le mie occhiate, infila il trench nero. Manica sinistra poi manica destra mentre i suoi stivali neri puniscono con i severi tacchi il pavimento per essere stato ricoperto senza gusto da moquette blu mare.
Vorrei i sui vestiti fossero infiniti, chili di strati di vestiario che la possano ricoprire di soffici stoffe. Ma la immagino nuda davanti al letto in ritardo che si riveste. I gesti sarebbero gli stessi, e forse anche il mio sorriso nell'ammirarla.
Oh Dio dei cieli! Quel naso! Tua e' la Perfezione e la Gloria dell'Universo. Schiller hai sbagliato. Volevi spiegarci che nell'errore, e non sopra le stelle, Tu abiti?
giovedì 29 gennaio 2009
domenica 11 gennaio 2009
Il post più bello
Quando me ne torno a casa sul treno vi sono due opzioni: posto isolato dal mondo per leggere o dormire con il libro aperto appoggiato sulla pancia, posto vicino ad una ragazza (o gruppetto di ragazze liceali) per leggere o dormire con libro aperto appoggiato sulla pancia sperando che si innamorino di me per qualcosa che dovrebbe essere una sorta di fascino che emano solo per il fatto di essere presente e non fare nulla di particolare, e mi invitino ad un'orgia (nel caso del gruppetto) dentro al bagno del treno.
Ovviamente dicendo liceali scherzavo, ah ah ah, quindi leggete pure universitarie. Ora lo correggo.
Quando me ne torno a casa sul treno vi sono due opzioni: posto isolato dal mondo per leggere o dormire con il libro aperto appoggiato sulla pancia, posto vicino ad una ragazza (o gruppetto di ragazze universitarie fuori corso) per leggere o dormire con libro aperto appoggiato sulla pancia sperando che si innamorino di me per qualcosa che dovrebbe essere una sorta di fascino che emano solo per il fatto di essere presente e non fare nulla di particolare, e mi invitino ad un'orgia (nel caso del gruppetto) dentro al bagno del treno.
Oggi ho Thomas Mann in mano e cerco un posto da quattro. Incredibilmente ho entrambe le opzioni disponibili essendovene uno a lato di un altro posto da quattro, con vecchietta che guarda il panorama (principalmente campi arati, campi con casetta, cimitero di paese tra i campi) con una strana aria di rimpianto e compassione per il mondo che a fianco di lei corre così veloce. Più verosimilmente non vede al di la' delle sue cataratte, in fondo senza tanto rimpianto. L'altro posto e' a fianco di una ragazza che si trastulla con il cellulare. Lo tiene con ambo le mani, ha un maglioncino di lana a righe, jeans blu e scarpe di quella nota marca che ha il simbolo della Nike. Per riferire tutto ciò ho dovuto guardarla furtivamente facendo finta, prima di dover osservare il paesaggio dal mio lato, e poi, per controllare se effettivamente lo stesso paesaggio sia anche dal suo lato e per caso non si vi sia un baratro che segni la fine del mondo, girarmi dalla sua parte.
Scelta sbagliatissima. Sto coso che ha in mano continua ad emettere una musichetta tipo videogioco anni '80 che va a ritmo con il suo biascicare la gomma. E non la smette benché veda che sono freneticamente impegnato a pigiare con forza per farmi sentire sulla tastiera, mettendo in risalto le mie doti da dattilografo a due mani. Ogni tanto se la ride tra se, ma continua a non guardarmi e se anche lo facesse confido nei suoi occhiali spessi ma graziosi per mantenere il mio anonimato di blogger che scende sul campo.
Deve essere sicuramente il più bel giochetto del mondo per non accorgersi che il fatto di sentire musica e non avere gli auricolari appiccicati al timpano, implichi che anche altri sentano la sua stessa musica.
In questo io sono diverso: se c'è una cosa che mi piace fatico a condividerla con altri, uno perché ho paura che non piaccia agli altri con la mia stessa intensità e quindi passi per ridicolo nel promuoverla con emozioni spropositate, due perché se non piace magari cercano di smontarmela con critiche architettate ad hoc per sminuirmi. Grazie a questo ragionamento non banale non mi vedrete mai in Chiesa, sulla panca con la chiavetta internet a guardare YouPorn.
Allora provo a domandarglielo:
Cosa faccio? Le dico "ciao" con un misto di naturalezza e piacioneria? Faccio finta di averla già vista da qualche parte? Faccio un commento generico sul treno, tipo "Oddio quanto sono lenti questi treni regionali?".
No meglio lasciare stare e per le prossime settimane sperare di rivederla convincendomi che se si era veramente innamorata di me, tornerà a prendere lo stesso treno allo stesso posto per potermi incontrare e capire se mi sono veramente innamorato di lei.
Scende a Lavezzola vestendosi di corsa: cappotto nero, berretta bianca, mutandine rosa. Prima mi guarda e mi sorride. Questo basta a rovinarmi la giornata. Inoltre avevo la lampo della patta vistosamente aperta.
Ovviamente dicendo liceali scherzavo, ah ah ah, quindi leggete pure universitarie. Ora lo correggo.
Quando me ne torno a casa sul treno vi sono due opzioni: posto isolato dal mondo per leggere o dormire con il libro aperto appoggiato sulla pancia, posto vicino ad una ragazza (o gruppetto di ragazze universitarie fuori corso) per leggere o dormire con libro aperto appoggiato sulla pancia sperando che si innamorino di me per qualcosa che dovrebbe essere una sorta di fascino che emano solo per il fatto di essere presente e non fare nulla di particolare, e mi invitino ad un'orgia (nel caso del gruppetto) dentro al bagno del treno.
Oggi ho Thomas Mann in mano e cerco un posto da quattro. Incredibilmente ho entrambe le opzioni disponibili essendovene uno a lato di un altro posto da quattro, con vecchietta che guarda il panorama (principalmente campi arati, campi con casetta, cimitero di paese tra i campi) con una strana aria di rimpianto e compassione per il mondo che a fianco di lei corre così veloce. Più verosimilmente non vede al di la' delle sue cataratte, in fondo senza tanto rimpianto. L'altro posto e' a fianco di una ragazza che si trastulla con il cellulare. Lo tiene con ambo le mani, ha un maglioncino di lana a righe, jeans blu e scarpe di quella nota marca che ha il simbolo della Nike. Per riferire tutto ciò ho dovuto guardarla furtivamente facendo finta, prima di dover osservare il paesaggio dal mio lato, e poi, per controllare se effettivamente lo stesso paesaggio sia anche dal suo lato e per caso non si vi sia un baratro che segni la fine del mondo, girarmi dalla sua parte.
Scelta sbagliatissima. Sto coso che ha in mano continua ad emettere una musichetta tipo videogioco anni '80 che va a ritmo con il suo biascicare la gomma. E non la smette benché veda che sono freneticamente impegnato a pigiare con forza per farmi sentire sulla tastiera, mettendo in risalto le mie doti da dattilografo a due mani. Ogni tanto se la ride tra se, ma continua a non guardarmi e se anche lo facesse confido nei suoi occhiali spessi ma graziosi per mantenere il mio anonimato di blogger che scende sul campo.
Deve essere sicuramente il più bel giochetto del mondo per non accorgersi che il fatto di sentire musica e non avere gli auricolari appiccicati al timpano, implichi che anche altri sentano la sua stessa musica.
In questo io sono diverso: se c'è una cosa che mi piace fatico a condividerla con altri, uno perché ho paura che non piaccia agli altri con la mia stessa intensità e quindi passi per ridicolo nel promuoverla con emozioni spropositate, due perché se non piace magari cercano di smontarmela con critiche architettate ad hoc per sminuirmi. Grazie a questo ragionamento non banale non mi vedrete mai in Chiesa, sulla panca con la chiavetta internet a guardare YouPorn.
Allora provo a domandarglielo:
Io (maglioncino rosso): Ma che e' il più bel giochetto del mondo?O almeno cosi' avrei dovuto parlarle. Invece mi limito a scrivere e quasi annoiato e smanioso di relazionarmi mi guardo in giro. Come unico gesto ad uno scambio di sguardi solleva la sopracciglia destra (la sua destra).
Lei (naso a punta): Si, o almeno tra i primi cinque.
Io (incipiente erezione): Ok, giusto per saperlo, continua pure.
Lei (unghie poco curate): Grazie e mastico anche a bocca aperta.
Io (muovendo le pinne del naso): Questa confidenza mi basta e avanza. Non andiamo oltre per piacere.
Cosa faccio? Le dico "ciao" con un misto di naturalezza e piacioneria? Faccio finta di averla già vista da qualche parte? Faccio un commento generico sul treno, tipo "Oddio quanto sono lenti questi treni regionali?".
No meglio lasciare stare e per le prossime settimane sperare di rivederla convincendomi che se si era veramente innamorata di me, tornerà a prendere lo stesso treno allo stesso posto per potermi incontrare e capire se mi sono veramente innamorato di lei.
Scende a Lavezzola vestendosi di corsa: cappotto nero, berretta bianca, mutandine rosa. Prima mi guarda e mi sorride. Questo basta a rovinarmi la giornata. Inoltre avevo la lampo della patta vistosamente aperta.
sabato 27 dicembre 2008
Caro Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
per Natale voglio un camion dei pompieri, come quello che ho avuto a 5 anni, ma ho rotto subito e mia nonna diceva sarebbe stato meglio darmelo quanto ne avessi avuti 7 di anni.
Il camion deve avere le luci e i suoni. Le luci devono essere intermittenti e i suoni devono avere varie tonalità, come tante sirene sovrapposte e bitonali. Deve potere essere radiocomandato da distanza (avanti, indietro, destra e sinistra) e il bocchettone dell'acqua deve fare uscire acqua vera. La scala si deve allungare. L'acqua esce tiepida e non troppo fredda, e non devo andarla a ricaricare troppo spesso dal rubinetto.
Devo poterci salire sopra e mi deve portare in giro dove voglio io. Il camion è corredato di pompieri e io ho una uniforme dei pompieri. L'uniforme è rossa e arancione e ha strisce rifrangenti alla luce se mi trovo al buio sotto i fari di una macchina. La mia uniforme si distingue dalle altre.
Quando io non sto giocando con il camion, gli altri pompieri si devono guardare tra di loro e si devono chiedere "Ma dove è Paolo? come mai non sta indossando la sua uniforme dei pompieri?"
Quando sono vestito da pompiere e sto giocando a fare il pompiere tutti mi ammirano e aspettano solo me per spegnere gli incendi. Se non ci sono incendi e intervengo lo stesso nessuno ci fa caso.
Se, caro Babbo Natale, non trovi il camion, in cambio desidero che la mia morosa non si riveli essere una prostituta.
Grazie.
Lettera firmata.
per Natale voglio un camion dei pompieri, come quello che ho avuto a 5 anni, ma ho rotto subito e mia nonna diceva sarebbe stato meglio darmelo quanto ne avessi avuti 7 di anni.
Il camion deve avere le luci e i suoni. Le luci devono essere intermittenti e i suoni devono avere varie tonalità, come tante sirene sovrapposte e bitonali. Deve potere essere radiocomandato da distanza (avanti, indietro, destra e sinistra) e il bocchettone dell'acqua deve fare uscire acqua vera. La scala si deve allungare. L'acqua esce tiepida e non troppo fredda, e non devo andarla a ricaricare troppo spesso dal rubinetto.
Devo poterci salire sopra e mi deve portare in giro dove voglio io. Il camion è corredato di pompieri e io ho una uniforme dei pompieri. L'uniforme è rossa e arancione e ha strisce rifrangenti alla luce se mi trovo al buio sotto i fari di una macchina. La mia uniforme si distingue dalle altre.
Quando io non sto giocando con il camion, gli altri pompieri si devono guardare tra di loro e si devono chiedere "Ma dove è Paolo? come mai non sta indossando la sua uniforme dei pompieri?"
Quando sono vestito da pompiere e sto giocando a fare il pompiere tutti mi ammirano e aspettano solo me per spegnere gli incendi. Se non ci sono incendi e intervengo lo stesso nessuno ci fa caso.
Se, caro Babbo Natale, non trovi il camion, in cambio desidero che la mia morosa non si riveli essere una prostituta.
Grazie.
Lettera firmata.
lunedì 22 dicembre 2008
Etologia e recruiting
Mi sveglio la mattina alle 7 dopo essere andato a letto alle dieci di sera e aver sperato che a tutto ciò un giorno penserò sorridendo.
Arrivo al quarto piano della ditta e mi fanno sedere in mezzo a tutti quelli in attesa. In cinque ci fanno andare verso una stanza dove entra una signorina. Psicologa addetta al recruiting. Alta, zigomi alti, mani affusolate. Bella donna che mi fa paura e sa di farmene. I nostri nomi sono in cartellini sul tavolo; noi diventiamo foto sulle copertine di fascicoli con dentro i nostri curricula. Lei osserva tutto quello che faccio e lo giudica. E prende appunti. Incrocio le braccia e prende appunti. Incrocio le gambe e prende appunti. Mi masturbo sotto al tavolo e prende appunti. Le guardo il sedere e prende appunti.
La sua funzione e' la stessa di un etologo della prima parte del secolo. L'etologia moderna evita che il soggetto studiato capisca di essere studiato e perciò entri in contatto con chi lo sta studiando. L'etologia moderna evita di influenzare l'osservato tramite il processo d'osservazione da parte dell'osservante.
Intuisco quindi che microfoni ci stiano spiando durante i momenti di assenza della psicologa, o che persino uno degli esaminati sia lui stesso un esaminatore. Paradossalmente forse siamo noi stessi gli esaminatori e l'azienda sta valutando se assumere o meno la psicologa.
Prove di gruppo. Tutti a discutere su cosa sia meglio per una ditta che produce pannolini e deve affrontare questo ipotetico mercato dove un'altra ditta produce macchine del tempo per la cacca. La cacca la spediscono a fine '700 e la ditta di pannolini non e' pienamente contenta. Io propongo di evitare i rapporti di coppia duraturi e stabili a favore di brevi innamoramenti alla fermata dell'autobus. Come alternativa mandate i bambini nel passato e dopo la loro educazione sentimentale li riportate nel presente, o piu' o meno in epoca recente.
A conclusione entra un senior manager super professional che mi fa capire che la parola chiave e' 'business'. Aumentare il business, fare del business, i paesi dove facciamo del buon business. Non ho capito bene cosa sia ma lo cerco tra gli scaffali al supermercato la settimana seguente. A titolo di cronaca e' un detersivo nella seconda corsia dell'EuroSpin di Cona (FE).
"Indovinate quale e' il secondo paese europeo dove facciamo del buon business, non lo credereste mai...". Io tento: "Svizzera". "Assolutamente no, li le mucche hanno paura delle persone in giacca e cravatta". Mi viene in mente il cioccolato al latte e cosi' mi distraggo per tutta la mezzora successiva.
Cinquanta slide dopo, arrivato lo spazio per le domande gli chiedo: "Ok, voi fate consulenza, ma c'e' mai stata qualche consulenza che non sia andata a buon fine." Lui mi squadra finto affabile, la ragazza prende appunti con disapprovazione. La nuova parola chiave del suo discorso diviene 'developing', e c'è' sempre stato un 'developing' al 99%. Se una volta hanno fallito il cliente e' rimasto comunque tale.
Io mi vergogno della domanda e rimango a testa bassa fino alla fine della presentazione.
Alla fine la psicologa ci saluta e mi prende in disparte: "Signor Franchini, lei sta male e si capisce chiaramente, c'e' nulla che possa fare per lei?"
In stazione 25 minuti dopo cambio il biglietto con quello per un treno di due ore prima che quasi perdo.
Arrivo al quarto piano della ditta e mi fanno sedere in mezzo a tutti quelli in attesa. In cinque ci fanno andare verso una stanza dove entra una signorina. Psicologa addetta al recruiting. Alta, zigomi alti, mani affusolate. Bella donna che mi fa paura e sa di farmene. I nostri nomi sono in cartellini sul tavolo; noi diventiamo foto sulle copertine di fascicoli con dentro i nostri curricula. Lei osserva tutto quello che faccio e lo giudica. E prende appunti. Incrocio le braccia e prende appunti. Incrocio le gambe e prende appunti. Mi masturbo sotto al tavolo e prende appunti. Le guardo il sedere e prende appunti.
La sua funzione e' la stessa di un etologo della prima parte del secolo. L'etologia moderna evita che il soggetto studiato capisca di essere studiato e perciò entri in contatto con chi lo sta studiando. L'etologia moderna evita di influenzare l'osservato tramite il processo d'osservazione da parte dell'osservante.
Intuisco quindi che microfoni ci stiano spiando durante i momenti di assenza della psicologa, o che persino uno degli esaminati sia lui stesso un esaminatore. Paradossalmente forse siamo noi stessi gli esaminatori e l'azienda sta valutando se assumere o meno la psicologa.
Prove di gruppo. Tutti a discutere su cosa sia meglio per una ditta che produce pannolini e deve affrontare questo ipotetico mercato dove un'altra ditta produce macchine del tempo per la cacca. La cacca la spediscono a fine '700 e la ditta di pannolini non e' pienamente contenta. Io propongo di evitare i rapporti di coppia duraturi e stabili a favore di brevi innamoramenti alla fermata dell'autobus. Come alternativa mandate i bambini nel passato e dopo la loro educazione sentimentale li riportate nel presente, o piu' o meno in epoca recente.
A conclusione entra un senior manager super professional che mi fa capire che la parola chiave e' 'business'. Aumentare il business, fare del business, i paesi dove facciamo del buon business. Non ho capito bene cosa sia ma lo cerco tra gli scaffali al supermercato la settimana seguente. A titolo di cronaca e' un detersivo nella seconda corsia dell'EuroSpin di Cona (FE).
"Indovinate quale e' il secondo paese europeo dove facciamo del buon business, non lo credereste mai...". Io tento: "Svizzera". "Assolutamente no, li le mucche hanno paura delle persone in giacca e cravatta". Mi viene in mente il cioccolato al latte e cosi' mi distraggo per tutta la mezzora successiva.
Cinquanta slide dopo, arrivato lo spazio per le domande gli chiedo: "Ok, voi fate consulenza, ma c'e' mai stata qualche consulenza che non sia andata a buon fine." Lui mi squadra finto affabile, la ragazza prende appunti con disapprovazione. La nuova parola chiave del suo discorso diviene 'developing', e c'è' sempre stato un 'developing' al 99%. Se una volta hanno fallito il cliente e' rimasto comunque tale.
Io mi vergogno della domanda e rimango a testa bassa fino alla fine della presentazione.
Alla fine la psicologa ci saluta e mi prende in disparte: "Signor Franchini, lei sta male e si capisce chiaramente, c'e' nulla che possa fare per lei?"
In stazione 25 minuti dopo cambio il biglietto con quello per un treno di due ore prima che quasi perdo.
giovedì 18 dicembre 2008
Lista amori impossibili
Amore da treno: la vedi nel posto in diagonale al tuo e le sorridi. Finita li. Se sei fortunato la incontri ancora gli stessi giorni sullo stesso treno o perlomeno ci speri per tutta la settimana.
Amore da autobus: come l'amore da treno ma il biglietto si buca dentro.
Amore da fermata dell'autobus: vorresti prendere il suo bus ma sale su quello prima e le guardi il sedere.
Amore da semaforo: tutti e due in bicicletta, gli occhi si incrociano e allo scatto del verde non la rivedrai mai più.
Amore da aereo: e' la ragazza del posto davanti al tuo. Si gira varie volte e ammicca. A Francoforte gira a sinistra dopo essersi voltata un'ultima volta, ma te sei li solo per lo scalo e ancora non sei pronto a rifarti una vita senza bagaglio.
Amore da bar: serve i moito al bancone, ma se bevi te al limone, quindi ti snobba.
Amore da supermercato: e' la commessa più carina nella fila piu' lunga ma ne vale la pena appena ti dice 'Buonagiornata'. Ti vergogni di avere comperato solo Nutella e panbauletto.
Amore da specchietto retrovisore: già affrontato in un altro post (finisce male anche questo).
Amore da garden center: ti crede gay perché stai comprando dei bulbi primaverili.
Amore da marciapiede: capelli lunghi biondi. Si gira, e' un maschio.
Amore da blog: ti commenta i post. Te le metti un collegamento al suo blog. La settimana dopo ha cancellato l'account.
Amore da call center: non te ne frega niente di Sky ma vorresti continuare a parlare per ore con Chiara.
Amore da ascensore: sorrisino. Zitti a fissare contriti per terra come se da un momento all'altro si dovessero aprire gli inferi per inghiottirti. Dling, piano arrivato.
Amore da treno 2: ti controlla il biglietto e ti domandi se l'uniforme se la puo' portare anche a casa.
Amore da passaggio a livello: va veramente troppo in fretta, ma al finestrino ha un profilo bellissimo.
Amore da prelievo: sono sberle, anche forti, vedi la nebbia tipo televisore senza antenna, ma sei quasi felice.
Amore da biblioteca: guarda caso vuoi proprio il libro che sta prendendo lei. Ripieghi su due tomi di Kafka per fare bella figura. La bibliotecaria ti guarda con sfiducia.
Amore da autobus: come l'amore da treno ma il biglietto si buca dentro.
Amore da fermata dell'autobus: vorresti prendere il suo bus ma sale su quello prima e le guardi il sedere.
Amore da semaforo: tutti e due in bicicletta, gli occhi si incrociano e allo scatto del verde non la rivedrai mai più.
Amore da aereo: e' la ragazza del posto davanti al tuo. Si gira varie volte e ammicca. A Francoforte gira a sinistra dopo essersi voltata un'ultima volta, ma te sei li solo per lo scalo e ancora non sei pronto a rifarti una vita senza bagaglio.
Amore da bar: serve i moito al bancone, ma se bevi te al limone, quindi ti snobba.
Amore da supermercato: e' la commessa più carina nella fila piu' lunga ma ne vale la pena appena ti dice 'Buonagiornata'. Ti vergogni di avere comperato solo Nutella e panbauletto.
Amore da specchietto retrovisore: già affrontato in un altro post (finisce male anche questo).
Amore da garden center: ti crede gay perché stai comprando dei bulbi primaverili.
Amore da marciapiede: capelli lunghi biondi. Si gira, e' un maschio.
Amore da blog: ti commenta i post. Te le metti un collegamento al suo blog. La settimana dopo ha cancellato l'account.
Amore da call center: non te ne frega niente di Sky ma vorresti continuare a parlare per ore con Chiara.
Amore da ascensore: sorrisino. Zitti a fissare contriti per terra come se da un momento all'altro si dovessero aprire gli inferi per inghiottirti. Dling, piano arrivato.
Amore da treno 2: ti controlla il biglietto e ti domandi se l'uniforme se la puo' portare anche a casa.
Amore da passaggio a livello: va veramente troppo in fretta, ma al finestrino ha un profilo bellissimo.
Amore da prelievo: sono sberle, anche forti, vedi la nebbia tipo televisore senza antenna, ma sei quasi felice.
Amore da biblioteca: guarda caso vuoi proprio il libro che sta prendendo lei. Ripieghi su due tomi di Kafka per fare bella figura. La bibliotecaria ti guarda con sfiducia.
mercoledì 17 dicembre 2008
Verso il nord
Vado a cercare lavoro al nord Italia. Vado a Milano e prendo l'Alta velocità di Trenitalia.
E' stata inaugurata giusto ieri. I posti di seconda classe, tra poggiatesta e tavolinetti, sono marroncini, perciò mi sento quasi pienamente a mio agio. Ma questa armonia di colori non basta, non sono proprio tanto tranquillo.
Il treno fila ad una velocità di 300 chilometri orari e deve percorrere la distanza tra Bologna e Milano in un'ora, o anche meno. Osservo fuori, i vetri sono puliti ma non noto la differenza con il treno normale.
Mosso sempre più da sfiducia vado a parlare con il Capotreno.
"Senta, non per mancare di rispetto verso la sua figura o volervi suggerire come fare il vostro lavoro, ma siete sicuri di sapere quando frenare? Cioè, mi spiego, non e' come il treno regionale che freni a vista, vedi che stai arrivando ad Alfonsine perché da lontano si vede un edificio blu e inizi a tirare il freno. Li se proprio ti sbagli e ti dimentichi di fermarti tiri diritto e vai a finire 5 minuti dopo a Mezzano. Nessuno si lamenta mica, lo gracchi al microfono della filodiffusione interna e amici come prima. Tanto tutti quelli di Alfonsine hanno amici o parenti a Mezzano e viceversa, quindi al più e' una occasione gradita per scambiarsi gli auguri di Natale.
Ma qui, dentro a sto coso, se non ti fermi si va a finire in Piazza del Duomo. Io non ho amici li nemmeno tra i barboni."
"Prego, favorisca il biglietto."
"Facciamo cosi, io tra mezz'ora o anche meno, passo da voi davanti dove guidate e vi vengo avvertire che manca una trentina di minuti e poi si arriva. Poi fate voi, magari vi mettete li e pensate a tirare il freno. Sono discreto, nessuno penserà che avete frenato perché vi ho fatto cenno io, non voglio avere alcun merito."
"Favorisca il biglietto altrimenti la faccio scendere qui a Bologna."
Almeno prima se volevo leggere prendevo un treno a lunga percorrenza e mezzo libro se ne andava via, ora nemmeno più un raccontino breve e' sufficiente a coprire tutto il viaggio. Tutto ciò si ripercuoterà sulle vendite di libri alla stazione. Problema loro.
Quando dall'albergo telefono al capotreno del Regionale Ravenna-Ferrara e' tutto invidioso. Butta giù subito. Il giorno dopo leggo che ha tirato le sue due carrozze a diesel nel tratto di Glorie ai 120 chilometri orari e ha deragliato. Per fortuna girava di notte visto che possedeva le chiavi del locomotore e nessuno si e' fatto male. La mattina dopo lo ritrovano su una facciata del treno riverso tra la campagna, che sta facendo colazione come se nulla fosse su un finestrino chiuso. Due uova sode e del prosciutto. Niente di strano a parte il fatto che amava i fiocchi d'avena.
Fine prima parte. Seconda parte: il mio primo colloquio di gruppo per una multinazionale. L'essere sociopatici non aiuta nel problem solving.
E' stata inaugurata giusto ieri. I posti di seconda classe, tra poggiatesta e tavolinetti, sono marroncini, perciò mi sento quasi pienamente a mio agio. Ma questa armonia di colori non basta, non sono proprio tanto tranquillo.
Il treno fila ad una velocità di 300 chilometri orari e deve percorrere la distanza tra Bologna e Milano in un'ora, o anche meno. Osservo fuori, i vetri sono puliti ma non noto la differenza con il treno normale.
Mosso sempre più da sfiducia vado a parlare con il Capotreno.
"Senta, non per mancare di rispetto verso la sua figura o volervi suggerire come fare il vostro lavoro, ma siete sicuri di sapere quando frenare? Cioè, mi spiego, non e' come il treno regionale che freni a vista, vedi che stai arrivando ad Alfonsine perché da lontano si vede un edificio blu e inizi a tirare il freno. Li se proprio ti sbagli e ti dimentichi di fermarti tiri diritto e vai a finire 5 minuti dopo a Mezzano. Nessuno si lamenta mica, lo gracchi al microfono della filodiffusione interna e amici come prima. Tanto tutti quelli di Alfonsine hanno amici o parenti a Mezzano e viceversa, quindi al più e' una occasione gradita per scambiarsi gli auguri di Natale.
Ma qui, dentro a sto coso, se non ti fermi si va a finire in Piazza del Duomo. Io non ho amici li nemmeno tra i barboni."
"Prego, favorisca il biglietto."
"Facciamo cosi, io tra mezz'ora o anche meno, passo da voi davanti dove guidate e vi vengo avvertire che manca una trentina di minuti e poi si arriva. Poi fate voi, magari vi mettete li e pensate a tirare il freno. Sono discreto, nessuno penserà che avete frenato perché vi ho fatto cenno io, non voglio avere alcun merito."
"Favorisca il biglietto altrimenti la faccio scendere qui a Bologna."
Almeno prima se volevo leggere prendevo un treno a lunga percorrenza e mezzo libro se ne andava via, ora nemmeno più un raccontino breve e' sufficiente a coprire tutto il viaggio. Tutto ciò si ripercuoterà sulle vendite di libri alla stazione. Problema loro.
Quando dall'albergo telefono al capotreno del Regionale Ravenna-Ferrara e' tutto invidioso. Butta giù subito. Il giorno dopo leggo che ha tirato le sue due carrozze a diesel nel tratto di Glorie ai 120 chilometri orari e ha deragliato. Per fortuna girava di notte visto che possedeva le chiavi del locomotore e nessuno si e' fatto male. La mattina dopo lo ritrovano su una facciata del treno riverso tra la campagna, che sta facendo colazione come se nulla fosse su un finestrino chiuso. Due uova sode e del prosciutto. Niente di strano a parte il fatto che amava i fiocchi d'avena.
Fine prima parte. Seconda parte: il mio primo colloquio di gruppo per una multinazionale. L'essere sociopatici non aiuta nel problem solving.
mercoledì 10 dicembre 2008
Hic sunt leones
La gente negli ultimi millenni deve essersi sicuramente data da fare. Se si confrontano le cartine geografiche degli ultimi secoli il mondo si e' evoluto parecchio: isole che si creano, continenti che spuntano dal nulla, draghi che spariscono, penisole che mutano forma e si arricchiscono di frastagliate coste. Dischi che si arrotolano e diventano perfette sfere rotanti su assi storti. Un ponte in più o in meno non sarebbe nulla in questa immensa opera compiuta dall'Uomo che ha portato a modificare sostanzialmente la forma, oltre ovviamente ai contenuti, delle terre emerse. Meticoloso il lavoro del cartografo nel seguire questa complessa evoluzione senza inquinare tutto con la fantasia.
Pensavo a questo, preoccupandomi appunto dei contenuti del nostro amato continente: le torri, le chiese, gli acquari e i pub irlandesi in piazza. Forse tutto questo e' destinato presto a sparire, dato che, temo solo e unico al mondo, ho capito il machiavellico il piano che si nasconde dietro gli avvenimenti degli ultimi tempi. Vi rendo partecipi, con occhio pero' di critica al mio pensiero.
Barack Obama e' stato eletto. Il primo personaggio di colore importante a non essere un pugile, un attore, un musicista o ad avere tante mogli in Africa. Obama nel giro di un anno dall'inizio del suo mandato sarà ucciso.
Ancora non mi e' chiaro se l'omicidio sarà operato con il suo consenso o senza di esso, ovvero se lui e' coinvolto nel grande progetto che sta alla base della sua elezione.
Fatto sta che lui sparirà, al suo posto salirà il vice, bianco, a reggere il Governo degli Stati Uniti d'America. Torna un presidente bianco, ma contemporaneamente e praticamente a costo zero sono saliti i democratici al potere e si e' creato per tutta la nazione un martire e nuovo eroe americano simbolo non solo del popolo nero ma di tutta la democrazia e la libertà all'interno della Nazione.
Chi e' stato l'assassino? Un europeo. Foto mostrano un ragazzo mediamente alto con grandi baffi, bicchiere di birra in mano e fucile nell'altra, che indossa un basco. Guerra contro l'Europa. Non potendoci difendere in quanto impegnati a concedere diritti alle coppie di tassi omosessuali nati tramite fecondazione assistita all'interno di un convento, dichiariamo resa fin da prima dell'inizio della guerra. Nessuno spargimento di sangue o armi atomiche. Tutto pulito pulito.
In cambio, il prezzo da pagare sarà il cedere agli USA tutti i nostri bene architettonici e culturali. Grande buco nel terreno, Colosseo portato a Minneapolis, grande buco nel terreno, Scala trasferita a Venice Beach, grande buco nel terreno, Arena di Verona incastrata nel quartiere di Manhattan.
Al posto dei monumenti tanto amati quasi esclusivamente dai giapponesi, ci saranno buchi nel terreno, con file di persone che pagheranno per visitare quello che un tempo era la Torre di Pisa o la Tomba di Dante. I giapponesi avendo prenotato da tempo non cambiano meta all'ultimo momento.
Laura Pausini e Bocelli ce li teniamo noi pero'.
Cimiteri della nostra civiltà, i buchi nella terra saranno tumuli al negativo.
Aleandro Baldi dove sei finito?
Pensavo a questo, preoccupandomi appunto dei contenuti del nostro amato continente: le torri, le chiese, gli acquari e i pub irlandesi in piazza. Forse tutto questo e' destinato presto a sparire, dato che, temo solo e unico al mondo, ho capito il machiavellico il piano che si nasconde dietro gli avvenimenti degli ultimi tempi. Vi rendo partecipi, con occhio pero' di critica al mio pensiero.
Barack Obama e' stato eletto. Il primo personaggio di colore importante a non essere un pugile, un attore, un musicista o ad avere tante mogli in Africa. Obama nel giro di un anno dall'inizio del suo mandato sarà ucciso.
Ancora non mi e' chiaro se l'omicidio sarà operato con il suo consenso o senza di esso, ovvero se lui e' coinvolto nel grande progetto che sta alla base della sua elezione.
Fatto sta che lui sparirà, al suo posto salirà il vice, bianco, a reggere il Governo degli Stati Uniti d'America. Torna un presidente bianco, ma contemporaneamente e praticamente a costo zero sono saliti i democratici al potere e si e' creato per tutta la nazione un martire e nuovo eroe americano simbolo non solo del popolo nero ma di tutta la democrazia e la libertà all'interno della Nazione.
Chi e' stato l'assassino? Un europeo. Foto mostrano un ragazzo mediamente alto con grandi baffi, bicchiere di birra in mano e fucile nell'altra, che indossa un basco. Guerra contro l'Europa. Non potendoci difendere in quanto impegnati a concedere diritti alle coppie di tassi omosessuali nati tramite fecondazione assistita all'interno di un convento, dichiariamo resa fin da prima dell'inizio della guerra. Nessuno spargimento di sangue o armi atomiche. Tutto pulito pulito.
In cambio, il prezzo da pagare sarà il cedere agli USA tutti i nostri bene architettonici e culturali. Grande buco nel terreno, Colosseo portato a Minneapolis, grande buco nel terreno, Scala trasferita a Venice Beach, grande buco nel terreno, Arena di Verona incastrata nel quartiere di Manhattan.
Al posto dei monumenti tanto amati quasi esclusivamente dai giapponesi, ci saranno buchi nel terreno, con file di persone che pagheranno per visitare quello che un tempo era la Torre di Pisa o la Tomba di Dante. I giapponesi avendo prenotato da tempo non cambiano meta all'ultimo momento.
Laura Pausini e Bocelli ce li teniamo noi pero'.
Cimiteri della nostra civiltà, i buchi nella terra saranno tumuli al negativo.
Aleandro Baldi dove sei finito?
mercoledì 19 novembre 2008
La spesa
Se vado nei grandi discount a fare la spesa immancabilmente mi deprimo. La gente arriva triste e sconsolata alle casse. Si cerca il cibo tra gli scatoloni aperti come a voler suggerire: "la prossima volta sara' tra i bidoni chiusi".
L'alcolizzato medio ha comprato brunello a 0.69 euro al litro e un pacco di salatini. L'alcolizzato grave non e' arrivato alla cassa senza prima aprire una birra delle confezioni calde da sei; le restanti le finira' all'uscita vicino alle rastrelliere delle bici. Gli extracomunitari o neocomunitari non sembrano portare gioia e multiculturali tradizioni multicolore, ma piuttosto pesantezza e senso di spaesatezza. Le cassiere sono tra le più brutte sul mercato: problemi di acne, magliette con logo stinte e sporche, improbabili piercing come a voler tenere assieme brandelli di viso.
Il rullo alla cassa e' lento e il cibo avanza come in una cinerea processione verso il 'blip', qui roco e stonato. 'preng', 'preng', 'sei povero e fai schifo anche al laser', 'preng'. In alcuni discount il rullo non funziona o peggio non esiste, e il cibo viene trascinato manualmente in avanti con velocità costante simulandolo.
All'uscita chi chiede l'elemosina viene qui in pausa pranzo sapendo che l'attività sarà scarsa, e si riposa.
Se vado nei supermercati a fare la spesa immancabilmente mi deprimo. Le coppiette fanno la spesa assieme e arrivano brillanti alle casse con pannolini anche se non hanno figli: sentono l'ottimismo, lei fora i preservativi a lui, il Papa non se ne può lamentare. Le coppie fanno due spese separate: lui carne e affettati, lei impiega un'ora a guardare il residuo fisso della minerale sperando che tenda all'acqua distillata per il ferro a vapore; si incontrano alla cassa depositando a vicenda cibo in un carrello e rinasce l'amore sotto il nome di bancomat.
L'anziana acquista passati di verdura, cibo in buste dorate per il gatto e sapone per piatti ad ettolitri: non ha mai saputo cucinare granché bene; il marito si e' avvelenato mangiando al bar della stazione; lei camperà altri dieci anni da vedova.
La commessa mi informa che si e' diplomata in clarinetto, questo e' solo un lavoro temporaneo deve fare un concorso a fine mese e delle audizioni la settimana prossima.
Se la rivedo dopo qualche mese non e' più tanto loquace, ma piuttosto sbrigativa nel darmi il resto. Blip.
Risciacquate bene i piatti prima di metterli a scolare. Se vi capita asciugateli: eviterà antiestetici aloni che vi renderebbero molto impopolari in occasione di cene nelle vostre abitazioni.
Pensando al clarinetto non si può prescindere da Mozart.
L'alcolizzato medio ha comprato brunello a 0.69 euro al litro e un pacco di salatini. L'alcolizzato grave non e' arrivato alla cassa senza prima aprire una birra delle confezioni calde da sei; le restanti le finira' all'uscita vicino alle rastrelliere delle bici. Gli extracomunitari o neocomunitari non sembrano portare gioia e multiculturali tradizioni multicolore, ma piuttosto pesantezza e senso di spaesatezza. Le cassiere sono tra le più brutte sul mercato: problemi di acne, magliette con logo stinte e sporche, improbabili piercing come a voler tenere assieme brandelli di viso.
Il rullo alla cassa e' lento e il cibo avanza come in una cinerea processione verso il 'blip', qui roco e stonato. 'preng', 'preng', 'sei povero e fai schifo anche al laser', 'preng'. In alcuni discount il rullo non funziona o peggio non esiste, e il cibo viene trascinato manualmente in avanti con velocità costante simulandolo.
All'uscita chi chiede l'elemosina viene qui in pausa pranzo sapendo che l'attività sarà scarsa, e si riposa.
Se vado nei supermercati a fare la spesa immancabilmente mi deprimo. Le coppiette fanno la spesa assieme e arrivano brillanti alle casse con pannolini anche se non hanno figli: sentono l'ottimismo, lei fora i preservativi a lui, il Papa non se ne può lamentare. Le coppie fanno due spese separate: lui carne e affettati, lei impiega un'ora a guardare il residuo fisso della minerale sperando che tenda all'acqua distillata per il ferro a vapore; si incontrano alla cassa depositando a vicenda cibo in un carrello e rinasce l'amore sotto il nome di bancomat.
L'anziana acquista passati di verdura, cibo in buste dorate per il gatto e sapone per piatti ad ettolitri: non ha mai saputo cucinare granché bene; il marito si e' avvelenato mangiando al bar della stazione; lei camperà altri dieci anni da vedova.
La commessa mi informa che si e' diplomata in clarinetto, questo e' solo un lavoro temporaneo deve fare un concorso a fine mese e delle audizioni la settimana prossima.
Se la rivedo dopo qualche mese non e' più tanto loquace, ma piuttosto sbrigativa nel darmi il resto. Blip.
Risciacquate bene i piatti prima di metterli a scolare. Se vi capita asciugateli: eviterà antiestetici aloni che vi renderebbero molto impopolari in occasione di cene nelle vostre abitazioni.
Pensando al clarinetto non si può prescindere da Mozart.
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